
Un uomo restò chiuso per giorni e giorni in una stanza senza finestre, insieme ad altra gente che continuava a girare in tondo.
Per terra, mille e mille cocci rotti, e tutti insistevano a camminarci sopra.
Alcuni facevano finta di niente; altri addirittura improvvisavano delle risate ( "non potevano soffrire il solletico").
Ma un giorno il dolore divenne troppo forte, e l'uomo cominciò a urlare:
"Queste schegge sono troppe.Mi fanno male i piedi".
L'unica risposta si sentì arrivare dall'angolo in fondo alla stanza, inaspettata e crudele, cieca e insolente:
"Sei stato tu a rompere il vaso".
L'uomo, sfinito, uscì dalla stanza.
Gli altri, probabilmente, non sanno più a chi dare la colpa, continuano a guardarsi intorno sospettosi, ma i cocci nessuno li raccatta, e camminano sempre in tondo.
2 commenti:
Mi sta risultando molto difficile lasciarti un commento per farti capire che son passato.
Un semplice sono stato qui non mi sembrava adatto, un messaggio criptico tanto meno.
Ci sono tante di quelle idee che ti vorrei esporre, tanti post che vorrei commentare. Eppure, non lo faccio. Non è la pigrizia te lo assicuro, semplicemente mi sembra troppo leggero commentare fugaci momenti.
Le descrizioni di un attimo, devono rimanere li, aleggiare, coinvolgerti e poi scivolare via, lentamente imprimendo il loro dna in te e lo fanno fin troppo bene.
Vuoi saltare la corda?Se hai un po' di paura, non preoccuparti io ci sono, saltiamo insieme. Dall'altra parte ci attendono tanti piccoli tesori, il sole te lo lascio non sono invidioso.
Ti ringrazio molto per essere passato e avermi scritto..peccato che tu abbia lasciato il commento anonimo.Non sono sicura di aver capito chi sei.
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